Onorevoli Colleghi! - La presente proposta di legge intende tutelare la memoria dei crimini nazifascisti assicurando l'accesso ai relativi atti, documenti e testimonianze storici, attraverso l'istituzione di un Archivio nazionale della memoria e di una Fondazione costituita alla scopo di gestire l'Archivio stesso.
Per crimine nazifascista si intende ogni crimine effettuato per motivi razziali, religiosi, politici, di nazionalità, di rappresaglia, fra l'8 settembre 1943 e il 9 maggio 1945, a danno di italiani o di cittadini stranieri presenti sul territorio italiano, da singoli o da gruppi sotto la direzione o in associazione o comunque ideologicamente ispirati dal Governo della Germania, dal Governo della Repubblica sociale italiana o dal Governo di un territorio occupato dalla Germania o comunque costituitosi con l'assistenza o la cooperazione della Germania.
Furono eccidi particolarmente efferati che portarono alla morte di oltre 15.000 civili in più di 2.000 stragi, tra le quali le più crudeli e simboliche rimangono quelle di Marzabotto, di Sant'Anna di Stazzema, delle Fosse Ardeatine, di Fossoli, di Boves e di Gubbio. Si è trattato di una vera e propria «guerra ai civili», voluta e pianificata dall'esercito tedesco in ritirata contro le popolazioni civili, con la collaborazione particolarmente attiva degli aderenti alla Repubblica sociale italiana.
Una vicenda, questa dei crimini nazifascisti, sulla quale nell'immediato dopoguerra si è voluto indagare al fine di processare i responsabili, ma successivamente, con l'avvio della guerra fredda e assecondando un malinteso senso della «pacificazione nazionale», questa volontà è stata rapidamente accantonata, invocando la ragione di Stato di un Paese sconfitto nella guerra, poi collocatosi stabilmente
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nel blocco euroatlantico di cui faceva parte anche la Germania federale, patria di tanti criminali nazisti.
Soltanto nel 1994 con la scoperta del cosiddetto «armadio della vergogna» situato a Roma, nei locali di Palazzo Cesi, sede della magistratura militare, sono stati rinvenuti centinaia e centinaia di fascicoli contenenti istruttorie relative ai crimini nazifascisti e da decenni occultati dalla stessa magistratura militare, che non ha ottemperato all'esercizio proprio dell'obbligo dell'azione penale verso imputati di crimini contro l'umanità e perciò stesso imprescrittibili e non certo derubricabili a semplice reati politici.
Sulla base di questa «scoperta» nel corso della XIII legislatura, sollecitata dalle associazioni dei familiari delle vittime e dai rappresentanti delle amministrazioni locali, la Camera dei deputati ha avviato sull'intera vicenda dei crimini nazifascisti un'indagine conoscitiva svolta dalla Commissione giustizia. Attraverso questa attività si è confermata la volontà politica e quella della magistratura militare, entrambe convergenti nel pianificare l'occultamento dei fascicoli stessi per evitare la celebrazione dei processi a carico dei criminali nazifascisti.
Sulla base di questa indagine nella XIV legislatura, con la legge 15 maggio 2003, n. 107, è stata istituita una Commissione parlamentare di inchiesta sulle cause dell'occultamento di fascicoli relativi ai crimini nazifascisti. Nel febbraio 2006 la stessa Commissione ha concluso i suoi lavori dopo due anni di intensa attività con audizioni e con missioni all'estero e con una significativa raccolta di documenti, pervenendo però a due relazioni conclusive dai contenuti storico-politici e storico-giuridici radicalmente divergenti sulle principali questioni riguardanti le cause dell'occultamento, le responsabilità della magistratura militare e quelle del potere politico.
La presente proposta di legge intende quindi contribuire a tutelare il bisogno di memoria e di giustizia innanzitutto per coloro che, vittime innocenti, hanno perso la vita, per i familiari degli stessi e per onorare la coscienza civile e democratica del Paese.
L'istituzione dell'Archivio nazionale della memoria e della Fondazione consente, pertanto di raccogliere atti processuali, parlamentari, documenti custoditi negli organismi internazionali, dalla citata Commissione parlamentare di inchiesta, atti dei Ministeri e del Governo, nonché pubblicazioni di carattere scientifico e divulgativo, film, testimonianze, ricerche universitarie e di altre istituzioni culturali relativi ai crimini nazifascisti.
L'insieme dei materiali costituisce la base documentaria per tutelare la memoria e promuovere ulteriori approfondimenti storico-giuridici e storico-politici. Si intende così contribuire a comporre una storia e una memoria condivise su una delle pagine più drammatiche della recente storia nazionale.
Spesso uno spregiudicato uso politico della storia, oltre il pure legittimo uso pubblico, ha voluto marginalizzare o ricomprendere in una indistinta guerra civile, tra italiani fascisti e italiani antifascisti, l'intera vicenda dei crimini nazifascisti contro le popolazioni civili. Ma una memoria condivisa, come in più occasioni ci ha sollecitato a costruire lo stesso Presidente della Repubblica ai fini di una più forte identità nazionale, ha bisogno di una interpretazione chiara su una pagina fondamentale della nostra storia. D'altronde tra il 1943 e il 1945 si è sviluppata certamente anche una guerra civile tra due Italie. Ma quegli eventi rappresentano un aspetto, o una componente, di quella più generale Guerra di liberazione nazionale combattuta nella Resistenza antinazista e antifascista dai partigiani, ma anche dai militari del ricostituito Esercito italiano e da semplici cittadini, assieme ai soldati angloamericani che hanno dato naturalmente un contributo decisivo per la liberazione del Paese. Si è sviluppato in quegli anni un Movimento di liberazione nazionale che, al di là di ogni mitizzazione o ideologizzazione, è stato il fondamento politico-culturale della Costituzione della Repubblica italiana. È quindi chiaro che, se i crimini nazifascisti vengono valutati giuridicamente e storicamente come reati politici, tutto ciò sottintende che anche le
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stragi più efferate sono state in qualche modo la legittima reazione dei nazisti e dei fascisti a un'offesa o, come si potrebbe dire oggi, una legittima guerra preventiva. Così d'altronde l'avevano concepita i comandanti nazisti per tutelare l'esercito tedesco che, contrastato e sconfitto, risaliva la Penisola dal sud al nord e reagiva all'offensiva angloamericana incontrando l'ostilità dei partigiani, sostenuti dalle popolazioni civili.
Con questa proposta di legge si intende quindi affermare il carattere di crimini contro l'umanità delle stragi nazifasciste, come hanno già sentenziato il Tribunale di Norimberga, la Corte di giustizia internazionale de L'Aja, ma anche una sentenza della Corte di cassazione del 2003. È questo un modo per onorare il sacrificio di migliaia di cittadini, vecchi, donne e bambini, morti per la libertà, la democrazia e la liberazione del nostro Paese.
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